Un dialogo tra due generazioni di donne, autrici e voci in diaspora, che ancora troppo spesso si tende a etichettare come categoria “altra” nel vasto universo editoriale italiano. Ma se scrivere è di per sé un atto politico, la letteratura può diventare uno strumento per uscire dalle maglie oppressive di una visione bianco-centrica e raccontare un presente reale, in una direzione diversa dall’unica che viene
considerata possibile.

Dal 30 maggio è in libreria, per la collana Ribelle, il libro Controverse. Scrivere in diaspora, poetiche del divenire, a cura di Livia Apa e Ubah Cristina Ali Farah.

Le curatrici hanno dialogato con nove autrici che si sono raccontate per ragionare collettivamente sui loro intrecci linguistici e culturali, sulle relazioni complesse con ilmondo editoriale, sui limiti delle categorie identitarie, sulle potenzialità dei nuovi social media, sul potere della letteratura, sulla possibilità di delineare – grazie alla scrittura – nuove strade che sembravano impercorribili.

Un libro che racconta la bellezza oltre la sofferenza e nell’opportunità dell’incontro, per tracciare insieme nuove poetiche del divenire. Le voci raccolte sono quelle di Kaha Mohamed Aden, Djarah Kan, Igiaba Scego, Espérance Hakuzwimana, Nadeesha Uyangoda, Gabriella Kuruvilla, Gabriella Ghermandi, Wissal Houbabi, Stella N’Djoku.

“Scrivere, per noi donne nere che viviamo in Europa, è sempre una prova di coraggio”.

IGIABA SCEGO