Parlare di peli è ancora un tabù, o si stanno finalmente aprendo degli spazi di libertà sulla gestione del proprio corpo? È quello che si chiedono Elena Beatrice, regista e illustratrice, e Daniele Lince, regista e autore, che ragionano del tema in A proposito di peli, testo poliedrico e multiforme che racconta la storia di Elena e Daniele, autrice e autore, e di Greta e Nicola, coppia che entra in crisi quando lei decide di non depilarsi più.
Quello che a prima vista potrebbe sembrare un dibattito puramente estetico si rivela, pagina dopo pagina, un’indagine radicale su uno degli ingranaggi più pervasivi della cultura patriarcale: il disciplinamento del corpo femminile e il condizionamento del desiderio.
In un intreccio di realtà e finzione, l’evoluzione della storia di Greta e Nicola diventa lo specchio delle contraddizioni che attraversano anche la parte più progressista della società: persino da una prospettiva femminista, infatti, i pochi peli che compaiono sul corpo di Greta bastano per far crollare le certezze razionali di Nicola e scatenare un groviglio di disagio, rabbia e silenzi.
Arricchito dagli scatti del progetto fotografico degli stessi autori, “Peli superstiti”, il volume alterna i dialoghi della drammaturgia teatrale ad appunti intimi ricavati dai diari personali degli autori, riflessioni sulla decostruzione dei messaggi pubblicitari e incursioni ironiche nella storia della bellezza e dei suoi “strumenti di tortura” quotidiani.
«Quella dei peli definiti “superflui” è una lezione che alle donne viene impartita prestissimo», scrive Karen Ricci nella prefazione. «Questo libro ci mostra che in una società patriarcale la consapevolezza, da sola, non ci salva dalle nostre contraddizioni e che i condizionamenti interiorizzati si insinuano fin dentro le nostre camere da letto».
A proposito di peli è un testo viscerale, un atto politico che punta a scardinare il mito della femminilità obbligatoria, un prezioso strumento di riflessione per chiunque voglia esplorare il confine invisibile tra ciò che crediamo di volere e ciò che ci è stato insegnato a desiderare dalla società.