djamila ribeiro

  • SPEDIZIONI A PARTIRE DAL 5 FEBBRAIO di Djamila Ribeiro
    Chi ha diritto di parola nelle società contemporanee, dove maschilismo, bianchezza ed eterosessualità sono considerate la “norma”? Cosa significa prendere parola, abbattendo le pratiche di silenziamento agite per secoli dai gruppi egemoni? Ripercorrendo le riflessioni di storiche femministe nere, da Lélia Gonzalez ad Angela Davis, e di numerose pensatrici di oggi, Djamila Ribeiro fa emergere la posizione della donna nera: lei è l’altro dell’altro, ai margini del dibattito sul razzismo centrato sull’uomo nero e del dibattito di genere centrato sulla donna bianca. Qui si innesta il concetto di “luogo della parola”: un rifiuto della storiografia tradizionale, della presunta universalità e della gerarchizzazione dei saperi, risultanti dalla piramide sociale. Riflettere sul ruolo del femminismo nero è fondamentale, spiega Ribeiro, per «interrompere la scissione che si è creata in una società disuguale». E, ragionando su come le oppressioni di razza, genere e classe si intersecano, significa «ideare progetti, nuovi traguardi volti a rinnovate relazioni civili, per poter pensare a un nuovo modello di società». Prefazione di Chimamanda Ngozi Adichie, introduzione di Grada Kilomba.
    Traduzione di Monica Paes
    Introduzione di Grada Kilomba
  • di Francesca De Rosa e Alessia Di Eugenio

    Una tessitura concettuale, contestuale e di testi, in prosa e versi, provenienti dal Brasile contemporaneo, utili a ricostruire importanti genealogie femministe e decoloniali, e a tracciare storie di movimenti. Voci Amefricane è una proposta antologica di traduzione di estratti di opere selezionate e lavori artistici visuali che mira a restituire il riflesso di un processo in corso che da un lato ha reso possibile altre forme e ripensamenti del canone letterario, dall’altro ha permesso una maggiore apertura, attenzione e possibilità di spazi per nuove produzioni letterarie. Ed è così che parole centrali nelle cosmovisioni indigene e afrobrasiliane, neologismi e parole che incarnano percorsi di autoaffermazione fanno presa insieme, inventano nuovi linguaggi. Un’opera per pensare e praticare – attraverso le pagine scritte – alternative valide al sistema patriarcale e (neo)coloniale in cui tutte e tutti viviamo.

    Con la postfazione di Valeria Ribeiro Corossacz
  • di Djamila Ribeiro Nel più delicato e personale dei suoi libri, la filosofa brasiliana Djamila Ribeiro rievoca l’infanzia e l’adolescenza per affrontare temi quali l’ancestralità nera, la violenza di Stato e le difficoltà di crescere i figli e guardare al futuro in una società strutturalmente razzista. Il racconto prende la forma di lettere alla defunta nonna Antônia - affettuosa e amorevole, conoscitrice di erbe curative e guaritrice molto ricercata. La complicità sempre esistita tra nonna e nipote è ciò che permette all'autrice di ricordare episodi difficili, come la perdita del padre e della madre, le aggressioni subite come donna Nera in Brasile e gli ostacoli vissuti nella vita accademica. Nelle lettere le relazioni amorose, le esperienze professionali, la musica, le letture e le amicizie che hanno accompagnato Djamila Ribeiro nella sua crescita personale si uniscono a una graduale consapevolezza: l’eco delle lotte e delle conquiste delle persone Nere che ci hanno precedute è la forza che ci permette di andare avanti, nel recupero di una memoria e di una genealogia collettiva familiare e degli oppressi che diventa risposta alle sfide del presente. Traduzione di Alessia Di Eugenio e Nicola Biasio Postfazione a cura dellə traduttorə e di Francesca De Rosa
  • di Djamila Ribero

    Dieci lezioni brevi per comprendere le origini del razzismo e combatterlo. Dalla necessità di riconoscere il privilegio bianco, alla violenza razziale, Djamila Ribeiro delinea un percorso di critica e consapevolezza, per offrire nuovi spunti di riflessione e nuovi strumenti a chi voglia approfondire la propria percezione del razzismo e assumersi la responsabilità di trasformare il presente.

    Il razzismo, sostiene la filosofa brasiliana, non è solo l’atto volontario o meno di un individuo, ma una dimensione strutturale consolidata e radicata nella nostra società, che crea disuguaglianze, oppressione, negazione di diritti. Riconoscerne le radici e l’impatto può essere sconvolgente e paralizzante, ma la pratica antirazzista è più che mai urgente ed è una battaglia che riguarda tutti e tutte.

    Il volume in Brasile è rimasto per cento settimane nella classifica dei libri più venduti, ma è fondamentale anche nel nostro contesto sociale. «Questo Piccolo manuale - scrive nella prefazione Igiaba Scego - aiuterà anche noi qui in Italia, un’Italia che nega di essere perpetuatrice di razzismo sistemico (e lo è), a mettere a fuoco i dilemmi e i fantasmi che si agitano nella nostra contemporaneità».

    Traduzione di Francesca De Rosa Prefazione di Igiaba Scego
  • di Carla Akotirene

    Il termine “intersezionalità” è sempre più utilizzato dai femminismi, dai contesti accademici e dalle narrazioni dominanti che negli anni se ne sono appropriate, colonizzandolo e rischiando di svuotarlo di significato. La studiosa brasiliana Carla Akotirene torna alle radici del concetto, alla sua origine teorica e a quella politica, con l’obiettivo di decolonizzare le prospettive egemoniche e riportando al centro di dibattito l’Atlantico – come locus di oppressioni incrociate – e il contributo delle femministe Nere provenienti dal Sud Globale. A partire dalla formulazione del termine da parte di Kimblerlé Crenshaw in ambito giuridico, Akotirene allarga la prospettiva riprendendo e affermando un modello afro-centrico.

    Le battaglie di Lélia Gonzalez e Sueli Carneiro, punti di riferimento del femminismo Nero afro-brasiliano, si connettono ai contributi di studiose africane come Oyèronké Oyèwúmi, Bibi Bakare, Sylvia Tamale, e risuonano nelle parole delle intellettuali “amefricane”, da bell hooks ad Angela Davis, da Audre Lorde a Patricia Hill Collins.

    Un testo nato nella collana Feminismos Plurais diretta dalla filosofa brasiliana Djamila Ribeiro, che contribuisce a svelare le trappole imposte dal potere coloniale. Pagine capaci di guidare verso nuovi percorsi interpretativi e creare opportunità di resistenza.

    Traduzione italiana a cura di Monica Paes. Revisione di Francesca De Rosa.
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