Biografia

Nata a Santos, in Brasile, nel 1980, Djamila Ribeiro ha conseguito il Master in Filosofia Politica all’Università Federale di San Paolo. Fondatrice e coordinatrice della collana editoriale Feminismos Plurais (marchio Sueli Carneiro/Polén Livros), in un solo anno ha promosso la pubblicazione di sei autrici e autori neri, superando le 70mila copie vendute in Brasile. La collana ha avuto un importante riflesso sul dibattito pubblico e ha democratizzato l’accesso alla conoscenza nel Paese sudamericano, grazie a prezzi accessibili e linguaggio didattico. Djamila Ribeiro è autrice anche di altri titoli di successo, come Quem tem medo do feminismo negro? (Companhia das Letras, 2018) e Pequeno Manual Antiraccista (Companhia das Letras, 2019).

Djamila Ribeiro sta facendo storia in Brasile, imponendosi nel dibattito pubblico grazie alle sue opere che si concentrano su temi come il femminismo nero, il razzismo, l’empowerment femminile. In un Paese dove appena il 10% dei libri scritti tra il 1965 e il 2014 è opera di autori neri, dove oltre il 61% della popolazione carceraria è nera, e dove tra il 2003 e il 2013 il tasso di omicidio di donne nere è aumentato in maniera esponenziale (54%), il razzismo culturale è ancora molto vivo.

Editorialista per le testate Folha de Sao Paolo e Marie Claire Brasil, il suo volto e il suo pensiero sono noti anche in campo internazionale. Già ospite negli studi della televisione cinese Chinese Global Television Network (CGTN) e di Al Jazeera, nel 2019 Djamila Ribeiro è stata inserita dalla Bcc nella lista delle 100 donne più influenti del mondo, come figura impegnata nel movimento per i diritti delle donne afrodiscendenti. Molti i riconoscimenti internazionali ricevuti tra cui, nel 2019, il prestigioso Prince Claus Awards, premio legato al ministero degli Affari Esteri dell’Olanda, la cui cerimonia si è tenuta il 4 dicembre ad Amsterdam. Molto popolare anche sui social network, conta quasi mezzo milione di follower su Instagram e su Facebook.

Parallelamente agli impegni accademici, Djamila Ribeiro ha sempre portato avanti con passione l’impegno come attivista politica, lavorando per i gruppi Promotoras Legais Populares (PLPs), che forma leadership femminili nelle periferie dello Stato di San Paolo, e tenendo conferenze nelle aree periferiche di tutto il Paese.

“Per pensare al futuro – scrive – è prima necessario riconoscere gli errori del passato. Solo affrontando il colonialismo e le sue conseguenze, sarà possibile coesistere con dignità”.

Il luogo della parola

di Djamila Ribeiro
(euro 12,00 – ISBN 97888944189258)

Chi ha diritto di parola in una società come quella occidentale, dove maschilismo, bianchezza ed eterosessualità risultano essere la norma? Ripercorrendo le riflessioni di figure storiche del femminismo come Simone de Beauvoir, Lélia Gonzalez, Angela Davis e diverse pensatrici contemporanee, Djamila Ribeiro fa emergere la posizione critica della donna nera: lei è l’altro dell’altro, ai margini del dibattito sul razzismo centrato sull’uomo nero e ai margini del dibattito di genere centrato sulla donna bianca.
Riflettere sul femminismo nero non crea scissioni ma, anzi, serve a interrompere la scissione che si è creata in una società disuguale. E, ragionando su come le oppressioni di razza, genere e classe si intersecano, significa ideare progetti, nuovi traguardi civilizzatori, pensare a un modello differente di società. In questo contesto si inserisce il concetto di “luogo della parola”, pensato come un rifiuto della storiografia tradizionale e della gerarchizzazione dei saperi, risultante dalla gerarchia sociale. Perché parlare non vuol dire soltanto emettere delle parole, ma significa poter esistere.

Traduzione di Monica Paes

Postfazione di Valeria Ribeiro Corossacz

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