corpi

  • Io sono

    20,00

    Cos’è il corpo per una ginnasta professionista? Come raccontare la sua potenza, elasticità, eleganza e forza? E qual è il rapporto tra l’atleta e il suo stesso corpo, strumento di lavoro fin dalla giovane età, che da una parte si pretende macchina perfetta, dall'altra deve fare i conti con la vita reale e i canoni imposti dalla società?

    Io sono è un progetto fotografico di Filippo Tomasi, professionista con anni di esperienza sui campi gara di tutto il mondo, in cui 17 ginnaste provenienti dall'universo dell'artistica e della ritmica hanno deciso di raccontarsi attraverso la propria fisicità, senza veli.

    Un progetto in cui la fotografia si fa parola, il gesto diventa arte, il bianco e il nero dipingono storie di fatica e crescita, per rivendicare, attraverso le singole esperienze ma con una voce collettiva, il diritto di mostrarsi per ciò che si è, per il piacere di condividere e affermare che ogni corpo è degno, speciale e bello.

    "Ti diranno che non vai bene, ti diranno che sei troppo alta, bassa, magra, grassa, ti guarderanno per come sei, per cosa fai, per le scelte che prenderai e ti giudicheranno, sempre. Ama ogni cosa di te, ogni difetto e imperfezione perché sono quelli che ti rendono unica".

      Con la prefazione di Francesca Masserdotti, di Assist - Associazione Nazionale Atlete
  • di Elena Beatrice e Daniele Lince Ci sono Elena e Daniele, autrice e autore. Del libro, ma anche di un testo teatrale che racconta la storia di Greta e Nicola, una coppia che entra in crisi quando lei decide di non depilarsi più. E ci sono i peli: mostrati, nascosti, rivendicati e combattuti. Peli femminili e maschili. Peli definiti superflui, ma in realtà necessari e che sotto nascondono anni di lotte, riflessioni e turbamenti. Non si tratta però solo di una questione estetica e della pressione a cui le persone sono sottoposte nella ricerca della perfezione, nutrite dalle imposizioni sociali e da modelli da seguire creati ad hoc da chi sui corpi ci guadagna. Al centro del discorso ci sono soprattutto le relazioni. Quella con il corpo, proprio e altrui, condizionata dagli sguardi, che deve fare i conti con il disagio e le paure interiorizzate, ma anche con la volontà di scegliere al di là dei giudizi. E poi la relazione di coppia, tra sintonie interrotte e dolori che rompono i silenzi. Dove una decisione personale, come smettere di depilarsi, può diventare una frattura incolmabile, lo specchio di una distanza molto più grande di quella immaginata. E tra le lenzuola di un letto che diventa palcoscenico, ci ritroviamo a parlare di noi.  Come un’onda che alterna testo teatrale a spunti teorici, ricordi intimi a contrappunti fotografici, A proposito di peli allarga la prospettiva, portandoci a riflettere su obblighi sociali, libertà di scelta e stereotipi, sentimenti e desiderio. Ma anche sull’importanza della parola, del confronto e del non detto nell’intimità. Prefazione di Karen Ricci di Cara, sei Maschilista! Illustrazione di copertina di Beppe Conti
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