Un anno fa, la sera del 18 aprile 2019, la giornalista nordirlandese e attivista per i diritti LGBT Lyra McKee veniva uccisa a Derry. Capovolte sta lavorando, grazie a Francesca Lozito, a un libro su questa straordinaria donna – Lyra e la pace spezzata – per raccontare la sua storia e il contesto in cui la sua generazione è cresciuta. L’uscita era in programma in queste settimane, ma l’emergenza coronavirus ci ha costrette a rivedere la programmazione. Tuttavia oggi vi regaliamo in anteprima la copertina del libro che uscirà in autunno. Sulla pagina Facebook di Capovolte abbiamo deciso di dedicare uno speciale a questa straordinaria donna, con approfondimenti con post e video, tra cui un’intervista live a Niall OMurchù, avvocato della famiglia McKee e amico di Lyra.

“Non può andare sempre così, sta cominciando ad andare meglio”, scriveva Lyra in una lettera a se stessa quattordicenne, raccontando come sia possibile anche in un luogo pieno di pregiudizi come il Nord Irlanda svelare con coraggio di essere lesbica. Queste parole cariche di ottimismo, aperte a una visione del futuro, sono state il suo modo di intendere la vita, fino a quella notte in cui è stata uccisa, a Derry, durante degli scontri tra polizia e irriducibili frange repubblicane.

Giornalista per passione fin da giovanissima, nel 2016 Forbes la inserisce nella classifica dei migliori giornalisti under 30. Profondamente radicata nella sua comunità, con una grande apertura al mondo, senza paura di parlare con entrambe le parti coinvolte nel conflitto, impegnata nel movimento LGBT, Lyra McKee era il volto più moderno del Nord Irlanda. E per questo la sua morte è stata una tragedia, un punto di non ritorno. La sua vicenda e le sue parole ci dicono che solo nell’ascolto della storia di ognuno possiamo contribuire al processo di pace. Anche se la sua morte ci fa fatto sentire che quella pace si era spezzata, occorre andare avanti perché, come lei ci ha detto, il meglio non è nel futuro, è già qui.